Il turista, Massimo Carlotto


Cambio di scuderia e anche cambio di stile e genere per Massimo Carlotto, che con Il turista sbarca a Rizzoli e, dopo aver esplorato a fondo, conosciuto e saputo raccontare molti dei confini del noir, diventando uno degli autori più conosciuti e apprezzati, giunge ora a un thriller anomalo e interessante che ha come figura centrale quella di un serial killer all’apparenza inafferrabile.
Nato a Padova nel 1956, Massimo Carlotto ha esordito in narrativa nel 1995, ottimo anno per l’autore che riesce a pubblicare ben due titoli di grande importanza per la sua carriera narrativa: Il fuggiasco e La verità dell’Alligatore. È l’ottimo inizio di un periodo di grandi successi che lo porteranno a espandere la sua attività su molteplici fronti: narrativa, drammaturgia e teatro, saggistica, fumetto e sceneggiatore.
Vari i titoli noti creati da Massimo Carlotto, la cui figura è legata in maniera particolare al personaggio protagonista della saga dell’Alligatore, ormai giunta al nono romanzo. Altre serie create dall’autore padovano son quella delle Vendicatrici e quella di Giorgio Pellegrini: in occasione de Il turista sceglie di contrapporre la figura di un abile serial killer che infine compie un errore e di un ex commissario, che ha già commesso un grave sbaglio nel passato e vede ora l’occasione giusta per riscattarsi.
Soprannominato Il Turista dalle forza di polizia internazionali, è un serial killer che nel tempo è diventato u vero e proprio incubo in quanto molto difficile da identificare e arrestare. L’uomo è uno psicopatico estremamente organizzato e in controllo: ama strangolare belle donne, in particolare se dotate di belle borse, e dopo il gesto prova nuovamente piacere curiosando fra gli effetti personali della vittima e gustandosi le notizie televisive riguardanti l’omicidio. Cambia continuamente città e Stato, non colpisce mai due volte nello stesso luogo, non lascia tracce e sembra inafferrabile.
Ma anche il più intelligente e preparato killer è destinato prima o poi a compiere un errore, e il Turista commette il suo sbaglio a Venezia, quando decide di uccidere una donna che è in realtà una agente di una organizzazione di mercenari. Nei telegiornali non compare alcuna traccia dell’accaduto e quando l’assassino torna sul luogo del delitto scoprirà che il cadavere è sparito, il tutto mentre una telecamera nascosta segue le sue azioni.
Presto verrà contattato dall’organizzazione, privato della libertà e costretto a diventare un sicario a pagamento. Anche un altro uomo viene ingaggiato da un diverso gruppo operativo: si tratta di Pietro Sambo, ex commissario di polizia che ha perso il posto dopo essere stato scoperto ad accettare una tangente e che ora incappa in una occasione di riscatto visto che i servizi segreti intendono impiegarlo proprio per dare la caccia al Turista.
Le prime recensioni e opinioni su questo esordio di Massimo Carlotto in territori decisamente più thriller sembrano essere positive e parlano di ottima organizzazione della trama e buona gestione della tensione, fateci poi sapere nella sezione dedicata ai commenti quella è il vostro parere su Il turista.

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Commenti

il 12/08 SR ha commentato Non credo che D'Avenia possa far parte del nostro blog. Certo i suoi libri sono best-sellers tra gli adolescenti, e probabilmente hanno il merito di avviare qualche giovane alla lettura, ma la banalità delle situazioni e del linguaggio non permettono di considerare questi testi letteratura. Diciamo che sono testi "di servizio", nella migliore delle ipotesi. su Prossimamente
il 14/05 SR ha commentato Purtroppo J.K.J. non sembra più funzionare con le ultime generazioni: un tentativo di leggere a scuola Three Men In a Boat è finito miseramente in noia. I ragazzi non capivano cosa c'era da ridere e io non capivo perché non capivano. Tristissimo. Jerome per me è finito in quell'armadio dove tengo gli autori speciali che voglio proteggere dagli studenti... su Jerome K. Jerome, fare ridere l’uomo moderno, spaventato
il 29/02 Ida ha commentato A proposito di classifiche: "Oggi se vai al cinema devi entrare a un’ora fissa, quando il film incomincia, e appena incomincia qualcuno ti prende per così dire per mano e ti dice cosa succede. Ai miei tempi si poteva entrare al cinema a ogni momento, voglio dire anche a metà dello spettacolo, si arrivava mentre stavano succedendo alcune cose e si cercava di capire che cosa era accaduto prima (poi, quando il film ricominciava dall’inizio, si vedeva se si era capito tutto bene - a parte il fatto che se il film ci era piaciuto si poteva restare e rivedere anche quello che si era già visto). Ecco, la vita è come un film dei tempi miei. Noi entriamo nella vita quando molte cose sono già successe, da centinaia di migliaia di anni, ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perché oggi succedono molte cose nuove." Anch'io,come U.ECO sono andata al cinema nel modo ricordato e quindi io amo ricordare e vorrei tanto poter fare liste di su Chi siamo
il 28/02 Ida ha commentato Grazie Roberta per aver riaperto il blog.Trovo che è un modo per uscire dalla solitudine delle letture personali.Scrivere e leggere accanto, trovo che è un bel modo per parlarci e parlarmi. su Chi siamo