giovedì 11 settembre 2014

Il ballo di Sceaux, Honorè De Balzac

Il ballo di Sceaux" o "Il pari di Francia", pubblicato per la prima volta nel 1830, è un’opera giovanile di Honoré de Balzac.
E' un breve racconto imperniato sulla descrizione delle vicende di Emilia Fontaine giovane e ultimogenita del conte Fantaine che, arrivata all'età per sposarsi, con il suo carattere viziato e altezzoso rifiuto tutti i giovani che la chiedono in moglie, perché si sposerà solo con un pari di Francia.
L'altezzosa ragazza, superficiale, colma di pregiudizi, sprezzante con i genitori, ma anche con le sorelle e i cognati adduce ogni possibile pretesto per rifiutare ogni giovane che si offre o perché ha delle gambe grosse oppure perché è grasso (un grande difetto!!!) oppure perché è biondo ecc.ecc.
Quando l'inverno è terminato tutta la famiglia si sposta in campagna e anche Emilia - perché ogni damigella che si rispetti trascorre la primavera in campagna e lei non potrebbe essere da meno.
Partecipa anche lei al Ballo di Sceaux, frequentato da contadini del posto e da borghesi, che disprezza perché non hanno un titolo nobiliare. A questo ballo una sera ella è attratta dalla presenza di un giovane che rispecchia in tutto e per tutto il suo ideale di innamorato. Con la collaborazione dello zio riesce a fare la sua conoscenza e riesce a frequentarlo per tutta l'estate e sboccia tra loro l'amore.  Emilia cerca di capire quale mestiere svolge il giovane, ma lui è la discrezione in persona anche se sa ben conversare, canta divinamente, sa cacciare, spara con precisione, cavalca in maniera elegante, insomma la perfezione, ma né lo zio né il padre riescono a scoprire cosa faccia nella vita.
L'ultima sera prima di ritornare in città, Emilia gli chiede se è nobile, lui risponde che attualmente non lo è ma tra poco tempo potrà entrare a far parte dei pari di Francia e potrà mantenere la donna che ama con dignità. Emilia accetta la risposta e si separano.
Passa del tempo ed Emilia un giorno esce di casa con le due cognate per comprare una stola ed entrando in un negozio di stoffe incontra il suo amato, ma è sconvolta vedendolo maneggiare delle stoffe, lei che era convinta delle sue nobili origini, in realtà scopre che è un semplice commerciante e sprezzante esce dal negozio.
La ragazza abbandona l'innamorato e sposa l'anziano zio, il conte Kergarouët. Dopo parecchio tempo Emilia incontra Massimiliano in un salotto di Parigi, egli a causa della morte del padre e del fratello, è divento pari di Francia.
In questo delizioso romanzo di Balzac il tempo sembra non esser mai trascorso tanto i caratteri, i vizi e i pregi umani sembrano restare pari a se stessi nel corso dei secoli.
Il ballo di Sceaux o Il pari di Francia, così è il titolo per esteso; ma forse potrebbe piuttosto chiamarsi "Come non sposare un pari di Francia", perché proprio questo è in realtà il motivo conduttore del racconto: una storia di amore e vanità con l’umorismo sottile e il garbo pungente del grandissimo narratore.
 
 
 
 
 
 
 
  

Commenti

il 12/08 SR ha commentato Non credo che D'Avenia possa far parte del nostro blog. Certo i suoi libri sono best-sellers tra gli adolescenti, e probabilmente hanno il merito di avviare qualche giovane alla lettura, ma la banalità delle situazioni e del linguaggio non permettono di considerare questi testi letteratura. Diciamo che sono testi "di servizio", nella migliore delle ipotesi. su Prossimamente
il 14/05 SR ha commentato Purtroppo J.K.J. non sembra più funzionare con le ultime generazioni: un tentativo di leggere a scuola Three Men In a Boat è finito miseramente in noia. I ragazzi non capivano cosa c'era da ridere e io non capivo perché non capivano. Tristissimo. Jerome per me è finito in quell'armadio dove tengo gli autori speciali che voglio proteggere dagli studenti... su Jerome K. Jerome, fare ridere l’uomo moderno, spaventato
il 29/02 Ida ha commentato A proposito di classifiche: "Oggi se vai al cinema devi entrare a un’ora fissa, quando il film incomincia, e appena incomincia qualcuno ti prende per così dire per mano e ti dice cosa succede. Ai miei tempi si poteva entrare al cinema a ogni momento, voglio dire anche a metà dello spettacolo, si arrivava mentre stavano succedendo alcune cose e si cercava di capire che cosa era accaduto prima (poi, quando il film ricominciava dall’inizio, si vedeva se si era capito tutto bene - a parte il fatto che se il film ci era piaciuto si poteva restare e rivedere anche quello che si era già visto). Ecco, la vita è come un film dei tempi miei. Noi entriamo nella vita quando molte cose sono già successe, da centinaia di migliaia di anni, ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perché oggi succedono molte cose nuove." Anch'io,come U.ECO sono andata al cinema nel modo ricordato e quindi io amo ricordare e vorrei tanto poter fare liste di su Chi siamo
il 28/02 Ida ha commentato Grazie Roberta per aver riaperto il blog.Trovo che è un modo per uscire dalla solitudine delle letture personali.Scrivere e leggere accanto, trovo che è un bel modo per parlarci e parlarmi. su Chi siamo