STUPORE

L'idea di iniziare questa nuova stagione di letture con la parola STUPORE  è partita da Roberta che si è fatta ispirare dal titolo di un articolo dedicato all'artista Claudia Losi, e da lì la scelta della parola stupore.

Quale romanzo se non "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carrol può suscitare stupore


Andrea ha interpretato la parola in maniera autobiografica cioè associando alla paraola:
  • musica
  • testi
  • film 
TESTI che lo hanno"STUPITO"
 Una ballata del mare salato
L'assasionio di Roger Ackroyd di Agatha Christie

E per finire Milan Kundera


STUPORI  DI CINEMA

1.                  Là dove scende il fiume di Anthony Mann
2.                  Sierra Charriba di Sam Peckinpah
3.                  Les enfantas du paradis di Marcel Carné
4.                  2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick
5.                  L'infernale Quinlan di Orson Welles
6.                  Amore e guerra di Woody Allen
7.                  Blow up di Michelangelo Antonioni
8.                  Ossessione di Luchino Visconti
9.                  Die zweite Heimat di Edgar Reitz
10.              I Cancelli del cielo di Michael Cimino
11.              Sentieri selvaggi di John Ford
12.              Senso di Luchino Visconti
13.              Incantesimo di George Cukor
14.              L’Appartamento di Billy Wilder
15.              Lo sport preferito dall’uomo di Howard Hawks
16.              Notte senza fine di Raoul Walsh
17.              Luci della città di Charlie Chaplin
18.              Il Fiore delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini
19.              Fanny e Alexander di Ingmar Bergman 

Francesca ha invece pensato allo stupore che legge nelle facce dei suoi studenti quando spiega per esempio Dante:

Canto XXXIII, ove tratta di quelli che tradirono coloro che in loro tutto si fidavano, e coloro da cui erano stati promossi a dignità e grande stato; e riprende qui i Pisani e i Genovesi.

La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a' capelli
del capo ch'elli avea di retro guasto. 3

Poi cominciò: "Tu vuo’ ch’io rinovelli
disperato dolor che ’l cor mi preme
già pur pensando, pria ch’io ne favelli.
6

Ma se le mie parole esser dien seme
che frutti infamia al traditor ch’i’ rodo,
parlare e lagrimar vedrai insieme. 9

Io non so chi tu se’ né per che modo
venuto se’ qua giù; ma fiorentino
mi sembri veramente quand’io t’odo. 12

Tu dei saper ch’i’ fui conte Ugolino,
e questi è l’arcivescovo Ruggieri:
or ti dirò perché i son tal vicino. 15

Che per l’effetto de’ suo’ mai pensieri,
fidandomi di lui, io fossi preso
e poscia morto, dir non è mestieri; 18

però quel che non puoi avere inteso,
cioè come la morte mia fu cruda,
udirai, e saprai s’e’ m’ ha offeso. 21

Breve pertugio dentro da la Muda,
la qual per me ha ’l titol de la fame,
e che conviene ancor ch’altrui si chiuda, 24

m’avea mostrato per lo suo forame
più lune già, quand’io feci ’l mal sonno
che del futuro mi squarciò ’l velame. 27

Questi pareva a me maestro e donno,
cacciando il lupo e ’ lupicini al monte
per che i Pisan veder Lucca non ponno. 30

Con cagne magre, studïose e conte
Gualandi con Sismondi e con Lanfranchi
s’avea messi dinanzi da la fronte. 33

In picciol corso mi parieno stanchi
lo padre e ’ figli, e con l’agute scane
mi parea lor veder fender li fianchi. 36

Quando fui desto innanzi la dimane,
pianger senti’ fra ’l sonno i miei figliuoli
ch’eran con meco, e dimandar del pane. 39

Ben se’ crudel, se tu già non ti duoli
pensando ciò che ’l mio cor s’annunziava;
e se non piangi, di che pianger suoli? 42

Già eran desti, e l’ora s’appressava
che ’l cibo ne solëa essere addotto,
e per suo sogno ciascun dubitava; 45

e io senti’ chiavar l’uscio di sotto
a l’orribile torre; ond’io guardai
nel viso a’ mie’ figliuoi sanza far motto. 48

Io non piangëa, sì dentro impetrai:
piangevan elli; e Anselmuccio mio
disse: "Tu guardi sì, padre! che hai?". 51

Perciò non lagrimai né rispuos’io
tutto quel giorno né la notte appresso,
infin che l’altro sol nel mondo uscìo. 54

Come un poco di raggio si fu messo
nel doloroso carcere, e io scorsi
per quattro visi il mio aspetto stesso, 57

ambo le man per lo dolor mi morsi;
ed ei, pensando ch’io ’l fessi per voglia
di manicar, di sùbito levorsi 60

e disser: "Padre, assai ci fia men doglia
se tu mangi di noi: tu ne vestisti
queste misere carni, e tu le spoglia".

Monia cia ha regalato una poesia
SONO FOLLE DI TE, AMORE

Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.

Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"

Mickey Sabbath è uno spirito immorale e provocatore. La morte della sua amante, Drenka, l'unica che abbia sposato in pieno i suoi pantagruelici appetiti sessuali, lo getta nella desolazione. Comincia così il suo racconto tra un passato di fantasmi e un presente di visioni. Le figure del suo passato si muovono proprio come in un teatro di burattini. Sabbath, infatti, è stato uno scabroso burattinaio nella puritana New York degli anni cinquanta. Mozzo su una nave tra le puttane del Sud America; poi proprio a New York, dove incontra Nikki, una giovane attrice, la prima donna di cui riesca a innamorarsi. Ma Nikki sparisce; forse per colpa di Sabbath. Roseanne, la moglie alcolizzata. La famiglia: la madre, che lo segue fisicamente come un fantasma, e il fratello Morty, ucciso dai giapponesi nel Pacifico.

 Ida ci ha fatto conoscere il Santuario di Santa Maria della Vita via Clavature 10, nel centro storico di Bologna. La chiesa è soprattutto nota per conservare il gruppo fittile del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca, capolavoro della scultura quattrocentesca di ineguagliata forza drammatica. Esso, composto da sei figure a grandezza naturale più il Cristo giacente, risale al 1463 e si trova nella cappella a destra dell'altare maggiore.


Queste statue con l'espressione dei loro volti posso personificare lo stupore.


Per Silvia alcuni luoghi particolarmente suggestivi le hanno provocato un profondo stupore; per esempio i paesaggi della Scozia


Delfi
Micene

e per finire Chiara ci ha letto una lettera toccante scritta da un ragazzino che per motivi di privacy non posso riportare ma vi assicuro che ci ha commosso tutti quanti.

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